• 26 GEN 18

    Novità su TFR e Fondi pensione

     

    Il CAAF della CGIL-AGB informa che con l’approvazione definitiva della Legge sulla Concorrenza (legge 124/2017)  si dà attuazione a tre importanti novità in materia di previdenza integrativa. La più importante riguarda sicuramente la destinazione del TFR che d’ora in avanti, a determinate condizioni, sarà orientata maggiormente alla flessibilità, e non dovrà più essere necessariamente pari al 100 % del TFR maturato. La nuova norma, infatti, prevede che, nel caso le parti costitutive dei fondi pensione stabiliscano percentuali minime, inferiori quindi al 100%, negli accordi contrattuali, anche a livello aziendale, al lavoratore sarà consentito di versare la percentuale minima stabilita dagli accordi stessi oppure il 100%. Va comunque chiarito che nel caso le parti costitutive i fondi non dovessero stabilire una percentuale minima rimarrà in vigore, nel caso di adesione del lavoratore, l’obbligo di versamento del 100% del TFR.

    Marco Pirolo, Direttore del Caaf della Cgil-Agb, chiarisce inoltre che la possibilità di modificare la percentuale di versamento del Tfr ai fondi di previdenza complementare, passando dal 100% ad una inferiore, sarà possibile anche nel caso le parti costitutive abbiano nel frattempo sottoscritto nuovi accordi in materia determinando quote minime di TFR. Per la stessa ratio anche a coloro che hanno l’obbligo di versare il 100% del TFR  a causa della formula del silenzio assenso, sarà data la possibilità di modificare la percentuale di versamento nel caso le parti contrattuali, e costitutive dei fondi pensione, stabiliscano negli accordi collettivi nuove percentuali minime.

    Va comunque confermato che in assenza di contratti e/o accordi collettivi, anche aziendali, che regolamentino i rapporti, di lavoro, la possibilità di stabilire percentuali minime di versamento del TFR alla previdenza integrativa, potrà essere demandata ai regolamenti aziendali quali fonti istitutive.

    Altre importanti novità riguardano la possibilità di anticipare l’accesso alla pensione integrativa ed il riscatto della posizione assicurativa. Nel primo caso sarà possibile chiedere un anticipazione di 5 anni per l’accesso alla pensione integrativa, rispetto a quanto previsto dal regime pensionistico obbligatorio, nel caso di inoccupazione superiore ai 24 mesi, con la possibilità di chiedere anche solo una parte della prestazione; nel secondo caso la possibilità di riscattare il proprio montante contributivo con il venir meno della condizione di lavoratore che, in origine, aveva permesso l’iscrizione ad un fondo pensione, quindi in presenza di inoccupazione, di iscrizione ai centri per l’impiego ecc.

    Per poter acquisire informazioni più puntuali e dettagliate, Marco Pirolo consiglia comunque di recarsi presso gli uffici della Servizi Cgil Agb, Caaf, che sono anche Infopoint Pensplan, prendendo un appuntamento, anche telefonicamente, avendo nello stesso tempo la possibilità di ottenere proiezioni riguardanti la propria posizione personale e utili consigli sui futuri versamenti.

     


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