La Consulta dei CAF dell’Alto Adige/Südtirol: “Tagli retroattivi che mettono a rischio un servizio essenziale per cittadini e Stato”
Anche la Consulta dei CAF della provincia di Bolzano esprime forte preoccupazione e protesta per la decisione del Governo di ridurre retroattivamente i compensi ministeriali riconosciuti ai CAF per la compilazione delle dichiarazioni dei redditi, modello 730.
La Legge di Bilancio 2026 aveva infatti previsto una riduzione dei compensi con decorrenza dalle dichiarazioni dei redditi del 2026, e quindi con effetti economici a partire dai pagamenti del 2027. Tuttavia, il decreto ministeriale del 29 aprile ha anticipato retroattivamente il taglio già sulle dichiarazioni relative all’anno 2025, incidendo su prestazioni già effettuate, pianificate e organizzate sulla base dei compensi stabiliti dal Ministero stesso per l’anno in corso.
Una scelta che mette seriamente in difficoltà i bilanci dei CAF e di molti professionisti del settore. A livello nazionale il taglio ammonta a circa 21,6 milioni di euro; per la provincia di Bolzano la riduzione si traduce in circa 150.000 euro, con il concreto rischio che tali costi ricadano il prossimo anno direttamente sui cittadini utenti.
“Il Governo scarica ancora una volta i tagli sui soggetti che ogni anno garantiscono milioni di dichiarazioni fiscali fondamentali per i diritti e i doveri dei cittadini e per le entrate dello Stato”, denuncia Marco Pirolo, coordinatore della Consulta dei CAF della provincia di Bolzano.
“I CAF – prosegue Pirolo – restano ad oggi un presidio insostituibile: nonostante l’introduzione della dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate, elaborano ancora circa l’80% dei modelli 730. Solo in provincia di Bolzano vengono gestite 147.000 Modelli 730.”
La Consulta evidenzia inoltre come questo ulteriore intervento si aggiunga ai pesanti tagli già subiti negli ultimi anni, che hanno portato a un quasi dimezzamento dei compensi previsti dalle convenzioni ministeriali, a fronte però di un costante aumento del lavoro richiesto ai CAF e ai professionisti.
Normative sempre più complesse e in continua evoluzione comportano infatti tempi di elaborazione più lunghi, maggiori responsabilità e la necessità di una formazione continua e altamente qualificata del personale, sia stabile sia stagionale.
Per questo motivo, la Consulta dei CAF dell’Alto Adige/Südtirol condivide pienamente la posizione della Consulta nazionale e ritiene indispensabile avviare immediatamente un confronto costruttivo con il Ministero e con tutte le istituzioni coinvolte, sia sul tema dei compensi sia sul ruolo strategico dei CAF, che non possono sostenere ulteriori penalizzazioni economiche a fronte di un servizio tanto importante per i contribuenti e per il funzionamento del sistema fiscale del Paese.


