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Bonus settembre 2026: le agevolazioni da conoscere e le scadenze da non perdere

16 Set 26

In assenza di un sistema di welfare strutturato e facilmente accessibile, per molte famiglie orientarsi tra bonus, contributi e agevolazioni può diventare complicato.
Spesso, infatti, le opportunità non vengono riconosciute automaticamente: è necessario conoscere i propri diritti, verificare i requisiti, presentare una domanda entro le scadenze previste e, in molti casi, avere un ISEE aggiornato.

Settembre non significa soltanto rientro al lavoro e riapertura delle scuole. È anche un mese importante per fare il punto sulle misure disponibili e capire quali possono aiutare concretamente il bilancio familiare.

Alcune agevolazioni richiedono una domanda entro una scadenza precisa, altre dipendono dall’ISEE aggiornato, mentre per alcune non occorre presentare alcuna richiesta: sono gli enti pubblici a individuare direttamente i beneficiari.

Ecco una panoramica delle principali opportunità da tenere d’occhio in questo periodo.

Contributo per le scuole paritarie: domanda entro il 21 settembre

È una delle scadenze più ravvicinate di settembre.

Per l’anno scolastico 2025/2026 è previsto un contributo destinato alle famiglie con figli che hanno frequentato una scuola paritaria secondaria di primo grado oppure il primo biennio della scuola secondaria di secondo grado.

Per accedere è necessario avere un ISEE non superiore a 30.000 euro. Il contributo può arrivare fino a 1.500 euro per studente, ma l’importo effettivamente riconosciuto dipenderà dalla fascia ISEE e dal numero complessivo delle domande.

La richiesta deve essere presentata entro il 21 settembre 2026 attraverso la Piattaforma Unica del Ministero dell’Istruzione.

Una scadenza da segnare sul calendario, soprattutto per le famiglie che hanno già sostenuto le spese scolastiche.

Bonus asilo nido: attenzione alle spese del nuovo anno educativo

Il Bonus asilo nido permette di ottenere un contributo per le rette degli asili nido pubblici e privati autorizzati.

Per il 2026 l’importo può arrivare fino a 3.600 euro all’anno per i bambini nati dal 1° gennaio 2024, in presenza dei requisiti ISEE previsti. Per chi non presenta un ISEE valido o supera la soglia prevista, l’importo riconosciuto può essere inferiore.

Con l’inizio del nuovo anno educativo è importante conservare ricevute e documentazione delle rette pagate e aggiornare correttamente la domanda sul portale INPS. Dal 2026, inoltre, la domanda mantiene la sua validità fino ad agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni, con gli aggiornamenti richiesti dall’INPS.

Assegno unico: l’ISEE fa la differenza

L’Assegno unico e universale spetta alle famiglie con figli a carico, ma l’importo varia in funzione della situazione economica del nucleo.

Per il 2026 l’INPS ha rivalutato importi e soglie ISEE. Senza un ISEE valido, l’Assegno unico viene corrisposto negli importi minimi.

Per chi aveva presentato la DSU entro il 30 giugno era possibile ottenere anche gli arretrati da marzo. A settembre, quindi, vale comunque la pena controllare che la propria situazione ISEE e la domanda AUU siano correttamente aggiornate, soprattutto se nel frattempo sono cambiate le condizioni familiari.

Bonus nuovi nati: 1.000 euro per ogni figlio

Tra le misure per le famiglie c’è anche il Bonus nuovi nati, che prevede un contributo una tantum di 1.000 euro per ogni figlio nato, adottato o in affidamento pre-adottivo nel 2026.

È necessario avere un ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione non superiore a 40.000 euro, calcolato secondo le regole previste per la misura.

La domanda deve essere presentata entro 120 giorni dalla nascita, dall’adozione o dall’affidamento pre-adottivo. Per gli eventi avvenuti prima dell’apertura del servizio INPS era previsto uno specifico termine, già scaduto il 12 agosto 2026.

Per chi ha avuto un bambino dopo l’apertura del servizio, invece, resta fondamentale rispettare i 120 giorni.

Bonus mamme: fino a 720 euro all’anno

Nel 2026 è cambiato anche il Bonus mamme, destinato alle lavoratrici dipendenti e autonome con almeno due figli e con reddito non superiore a 40.000 euro annui, nel rispetto degli ulteriori requisiti previsti.

L’importo è stato portato a 60 euro al mese, fino a un massimo di 720 euro all’anno.

La misura riguarda le lavoratrici fino al decimo compleanno del figlio più piccolo, che diventa il diciottesimo in presenza di tre o più figli. Sono previste specifiche regole di coordinamento con altre forme di esonero contributivo.

Carta Acquisti: 80 euro ogni due mesi

Per alcune famiglie in condizioni economiche più fragili è possibile accedere alla Carta Acquisti, che prevede un accredito di 80 euro ogni due mesi utilizzabile per acquistare prodotti alimentari e pagare le bollette di gas ed energia elettrica.

La misura è rivolta, in particolare, agli over 65 e ai bambini sotto i 3 anni che rispettano determinati requisiti economici e patrimoniali.

Nel 2026, tra i requisiti economici figura un ISEE inferiore a 8.230,81 euro.

Carta “Dedicata a te”: nessuna domanda da presentare

Un’altra misura da conoscere è la Carta “Dedicata a te”, destinata ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 15.000 euro.

La particolarità è che non occorre presentare una domanda: i beneficiari vengono individuati dagli enti competenti sulla base delle informazioni disponibili, secondo i criteri stabiliti dalla normativa.

Per il 2026 la misura è stata rifinanziata. Il contributo è destinato all’acquisto di beni alimentari di prima necessità.

Bonus psicologo: attenzione alle prossime comunicazioni

Il Bonus psicologo prevede un contributo per le spese relative a sessioni di psicoterapia presso professionisti aderenti all’iniziativa.

Per il 2026 il contributo può arrivare fino a 1.500 euro, con importi modulati sulla base dell’ISEE, che deve essere non superiore a 50.000 euro.

Le modalità e le date per la nuova finestra di domanda devono essere verificate direttamente attraverso le comunicazioni ufficiali dell’INPS.

Bonus casa: ristrutturazioni, mobili ed efficientamento energetico

Settembre può essere anche un buon momento per fare il punto sulle spese sostenute o sui lavori programmati in casa.

Nel 2026 sono ancora previste le detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio e per determinati interventi di riqualificazione energetica, con aliquote differenziate in base all’immobile e alle condizioni previste dalla normativa.

È inoltre attivo il Bonus mobili, che consente di detrarre il 50% delle spese entro un limite massimo di 5.000 euro per il 2026, in presenza dei requisiti richiesti e in collegamento con un intervento di ristrutturazione agevolabile.

Queste agevolazioni non funzionano necessariamente attraverso una domanda da presentare a settembre: in molti casi il beneficio viene fatto valere nella dichiarazione dei redditi, rispettando documentazione, modalità di pagamento e tutti gli adempimenti previsti.

E l’ISEE?

Molte delle misure che abbiamo visto hanno un elemento in comune: l’ISEE.

Avere un ISEE aggiornato può essere fondamentale per accedere a bonus e prestazioni oppure per ottenere un importo più favorevole. È quindi importante non considerarlo come un semplice documento da fare “quando serve”, ma come uno strumento che permette di verificare concretamente quali opportunità sono accessibili alla propria famiglia.

Bonus e agevolazioni: meglio verificare prima di perderli

Le misure cambiano, le scadenze arrivano e non tutti i bonus funzionano nello stesso modo. Alcuni richiedono una domanda, altri un ISEE aggiornato, altri ancora vengono riconosciuti direttamente sulla base dei dati già disponibili.

Per questo, prima di dare per scontato di non avere diritto a un’agevolazione, vale la pena fare una verifica.

Il CAAF CGIL può aiutarti con l’ISEE, la dichiarazione dei redditi e con le pratiche fiscali necessarie per accedere a diverse agevolazioni.

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