• 27 GEN 22
    Studio sui riflessi della nuova Irpef sulle buste paga

    Studio sui riflessi della nuova Irpef sulle buste paga

    La nuova rimodulazione dell’Irpef anche in Alto Adige avvantaggia soprattutto i redditi alti

    Uno studio del Caaf Cgil/Agb di Bolzano ha simulato gli effetti della manovra fiscale, alla luce dei nuovi importi e delle nuove formule per il calcolo delle detrazioni. 

“I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: da loro dipende il nostro giudizio negativo sulla manovra varata dal Governo. Continueremo quindi a chiedere una riforma complessiva del prelievo fiscale sulle basi della progressività e dell’equità”, afferma La segretaria generale della Cgil/Agb Cristina Masera.
    Il Caaf ha eseguito, infatti, una simulazione per vedere quali saranno le differenze sulle prossime buste paga dei lavoratori dipendenti utilizzando come campione le dichiarazioni raccolte nel 2021. “Una simulazione – spiega Marco Pirolo direttore del Caaf – elaborata alla luce della riduzione di uno scaglione reddituale, le aliquote sono infatti passate da cinque a quattro. Lo studio prevede poi quanto incideranno i nuovi importi e le nuove formule sull’applicazione delle detrazioni”. Il Caaf ricorda che le detrazioni hanno assorbito il bonus dei 100 euro e comprendono i 65 euro per i redditi che vanno dai 25.000 ai 35.000 euro, cioè le cosiddette “pecette”, ovvero il correttivo introdotto per evitare troppe penalizzazioni a chi si trova in questa fascia di reddito. Solo così, infatti, si è evitato che le modifiche penalizzino alcuni redditi invece che diminuire il carico fiscale.

    Lo scopo di questo primo cambiamento delle aliquote, in attesa di una più completa riforma fiscale, era diminuire la pressione della tassazione per far rilanciare il consumo interno. “Se questo era l’obiettivo – commenta la segretaria generale – lo strumento è del tutto inadeguato. Di fatto appare più una manovra per accontentare una base elettorale di medio-alto reddito. Ha infatti il maggior vantaggio chi raggiunge i 42 mila euro lordi l’anno”.

    Secondo Pirolo, la manovra di fatto ignora il ceto medio, vale a dire chi si trova nella fascia dai 27 ai 35 mila euro. A titolo esemplificativo: 30 mila euro lordi all’anno, significano circa 1.730,00 euro netti al mese. Il vantaggio Irpef in questo caso si attesta tra gli 84 e i 153 euro. Sicuramente la rimodulazione delle detrazioni ha agito negativamente per chi ricade in queste fasce di reddito. Infatti le modifiche introdotte dalla normativa hanno aiutato leggermente i redditi bassi (quelli fino a 15.000 euro, che mantengono il bonus fiscale di 1.200 euro, mentre oltre questa soglia viene assorbito con un aumento degli importi delle detrazioni ottenuti su precisa richiesta delle organizzazioni sindacali). Come chiarisce il Caaf il vero vantaggio è quindi per i redditi medio-alti, cioè dai 39.000 euro a salire.
    L’esempio più eclatante è quello dei redditi di 32 mila euro che avranno un vantaggio di meno di 1 euro al mese, a fronte dei redditi di 42 mila euro con un vantaggio di più di 67 euro al mese.
    Secondo la Cgil/Agb, la decisione di avvantaggiare in modo decisamente più consistente il 7% dei lavoratori e delle lavoratrici che dichiarano sopra i 40 mila euro non fa ben sperare per le ipotesi allo studio della riforma complessiva del fisco. Se si vuole far ripartire la capacità di acquisto in modo che abbia un vero effetto positivo di crescita, sarà complicato farlo lasciando praticamente fuori dai vantaggi l’88% (dato calcolato sulla base delle dichiarazioni effettuate dal Caaf della Cgil/Agb) dei redditi da lavoro dipendente, che si colloca nelle fasce che dichiarano dagli 8.000 ai 35.000 euro, mentre è del 5% la percentuale di chi dichiara tra i 35.000 e 40.000 euro.
    La segretaria generale della Cgil/Agb Cristina Masera annuncia che la Cgil proseguirà quindi la sua battaglia per un sistema fiscale che operi secondo canoni di progressività ed equità. “Per questi motivi il 16 dicembre scorso, insieme alla Uil, abbiamo manifestato e indetto uno sciopero generale. Una scelta che è stata aspramente criticata da vasti settori del Governo, da alcune forze politiche e da Confindustria, ma che noi invece confermiamo e rivendichiamo”, conclude Masera.

    Il grafico con la simulazione calcolato dal Caaf Cgil/Agb Bolzano:

    Spiegazione della riforma delle aliquote e detrazioni: