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Dichiarazione dei redditi 2026: sparisce la detrazione per i figli a carico oltre i 30 anni

19 Giu 26

Una scelta che penalizza le famiglie e ignora le difficoltà dei giovani.

Con la dichiarazione dei redditi di quest’anno, relativa ai redditi percepiti nel 2025, entra in vigore una novità che rischia di pesare su molte famiglie: viene infatti eliminata la detrazione fiscale per i figli a carico che hanno compiuto 30 anni.

Una scelta che IL CAAF CGIL-AGB considera profondamente contraddittoria. In una società in cui si tende sempre più a riconoscere come giovani anche gli ultra trentenni, spesso ancora alle prese con percorsi di studio, lavori precari e difficoltà abitative, il fisco decide invece di escluderli da qualsiasi forma di sostegno fiscale.

Si ricorda che fino ai 21 anni i figli sono tutelati dall’Assegno Unico Universale, mentre oltre tale età è prevista la detrazione fiscale per i figli a carico. Dal periodo d’imposta 2025 questa detrazione non sarà più riconosciuta ai figli che hanno superato i 30 anni, salvo il caso di figli con disabilità accertata ai sensi dell’articolo 3 della Legge 104/1992.

«Si tratta di una misura che potrebbe interessare quasi un milione di giovani a livello nazionale e circa 2.000 persone nella provincia di Bolzano», spiega Marco Pirolo, direttore del CAAF CGIL-AGB. «Molti di questi ragazzi e ragazze continuano a studiare oppure svolgono attività lavorative saltuarie o part-time e restano di fatto a carico delle loro famiglie. Circa un terzo dei giovani adulti vive ancora con i genitori».

Pirolo ricorda inoltre che una prima riduzione era già stata introdotta il 1° marzo 2022 con l’entrata in vigore dell’Assegno Unico Universale, che aveva limitato la detrazione fiscale ai soli figli a carico di età superiore ai 21 anni. Con l’attuale intervento il Governo prevede un risparmio per le casse pubbliche pari a circa320 milioni di euro all’anno.

Per comprendere l’impatto concreto della misura sulle famiglie è utile considerare i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nelle dichiarazioni presentate nel 2025, la detrazione per i familiari a carico ha comportato un alleggerimento medio dell’IRPEF pari a 672 euro per contribuente.

L’importo massimo della detrazione è pari a 950 euro per ciascun figlio, ma diminuisce progressivamente all’aumentare del reddito fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 95.000 euro annui, soglia incrementata di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. La detrazione si moltiplica per il numero dei figli e viene normalmente ripartita al 50% tra i genitori oppure attribuita interamente al genitore con il reddito più elevato.

Nel 2024 il valore complessivo delle detrazioni per familiari a carico, comprendendo anche coniuge e altri parenti, è stato pari a 3,76 miliardi di euro. Il reddito medio dei contribuenti che ne hanno beneficiato è stato di 27.844 euro; solo il 7% apparteneva a fasce reddituali superiori ai 50.000 euro.

«Forse il Governo ritiene che l’eliminazione della detrazione possa incentivare l’autonomia dei figli», osserva ancora Pirolo. «Tuttavia, in un contesto caratterizzato dall’aumento del costo della vita, dalla difficoltà di accesso alla casa e dalla diffusione di rapporti di lavoro precari, è difficile immaginare che questa misura possa produrre tale risultato».

Il CAAF CGIL-AGB evidenzia inoltre come i limiti reddituali che consentono di considerare fiscalmente a carico un figlio siano rimasti sostanzialmente invariati negli anni e non siano stati adeguati all’inflazione. Per i figli fino a 24 anni il limite è fermo a 4.000 euro annui, che, tenendo conto dell’aumento del costo della vita registrato tra il 2019 e il 2025, dovrebbe oggi attestarsi intorno a 4.752 euro. Ancora più penalizzante la situazione per i figli di età superiore ai 24 anni, per i quali il limite resta fermo a 2.840,51 euro, una soglia sostanzialmente invariata dal 1995.

Il CAAF CGIL-AGB ricorda infine che i propri uffici sono a disposizione per fornire chiarimenti e assistenza nella compilazione della dichiarazione dei redditi.

Particolare attenzione va ai giovani che nel corso del 2025 hanno svolto lavori stagionali, saltuari o part-time, oppure hanno avuto più datori di lavoro senza il conguaglio fiscale di fine anno. In molti casi, attraverso la presentazione del modello 730, è possibile recuperare in tutto o in parte l’IRPEF trattenuta durante l’anno.

Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi agli uffici del CAAF CGIL-AGB presenti sul territorio.