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Assegno Unico: svolta per migliaia di lavoratori europei, riconosciuto il diritto anche per i figli residenti all’estero.

09 Lug 26

Una novità che interessa da vicino anche l’Alto Adige, dove sono numerosi i lavoratori provenienti dagli altri Paesi dell’Unione Europea.

Importanti novità per l’Assegno Unico Universale. Con la conversione in legge del Decreto-Legge n. 19 del 19 febbraio 2026, convertito con modificazioni dalla Legge n. 50 del 20 aprile 2026, l’Italia adegua la propria normativa ai principi europei sulla libera circolazione dei lavoratori, ampliando la platea dei beneficiari dell’Assegno Unico.

La modifica più rilevante riguarda i cittadini dell’Unione Europea che lavorano in Italia: ai fini del riconoscimento dell’Assegno Unico saranno considerati anche i figli residenti in un altro Stato membro dell’Unione Europea, purché fiscalmente a carico secondo la normativa italiana.

Una novità destinata ad avere effetti concreti anche in Alto Adige, territorio caratterizzato da una forte mobilità dei lavoratori all’interno dell’Unione Europea e dalla presenza di numerosi cittadini comunitari che lavorano in Italia pur avendo il proprio nucleo familiare residente nel Paese di origine.

La nuova disciplina elimina inoltre alcuni requisiti legati al diritto di soggiorno e valorizza il principio secondo cui il diritto alla prestazione deriva dall’effettivo svolgimento di un’attività lavorativa in Italia e dal regolare versamento dei contributi previdenziali.

Per i lavoratori non residenti l’Assegno Unico sarà riconosciuto in relazione al periodo di effettiva attività lavorativa svolta in Italia e la domanda dovrà essere presentata per tale periodo, con rinnovo annuale a decorrere dal 1° marzo.

«Si tratta di una modifica importante che recepisce i principi europei di parità di trattamento dei lavoratori», commenta Marco Pirolo, Direttore del CAAF CGIL-AGB. «Chi lavora in Italia, versa regolarmente i contributi e partecipa al nostro sistema previdenziale deve poter accedere alle prestazioni familiari alle stesse condizioni degli altri lavoratori, anche se i propri figli risiedono in un altro Stato membro dell’Unione Europea.»

Secondo il CAAF CGIL-AGB, il provvedimento rappresenta un passo significativo verso un sistema di welfare più equo e coerente con la normativa europea e potrà consentire a numerose famiglie, finora escluse, di accedere all’Assegno Unico.

La norma è già entrata in vigore, ma la sua applicazione pratica è subordinata alla pubblicazione della circolare esplicativa dell’INPS, che dovrà definire le modalità operative, la documentazione necessaria e le procedure per la presentazione delle domande.

Per questo motivo, allo stato attuale, il CAAF CGIL-AGB non è ancora in grado di fornire indicazioni su come predisporre la domanda né di assistere i cittadini nella sua presentazione. Ogni informazione operativa sarà disponibile solo dopo la pubblicazione delle istruzioni ufficiali dell’INPS.