Libri, mensa, iscrizione, trasporto, gite scolastiche: quali spese sostenute per i figli si possono recuperare con il 730? E quali, invece, restano a carico delle famiglie?
A settembre ricomincia la scuola e, insieme a zaini e quaderni, torna anche il tradizionale appuntamento con le spese scolastiche.
Per le famiglie è quindi utile sapere quali costi possono dare diritto a una detrazione fiscale e quali possono invece essere sostenuti attraverso bonus e contributi specifici.
Ecco una guida semplice alle principali agevolazioni per l’anno scolastico 2026/2027.
In breve:
Per le spese scolastiche detraibili è prevista una detrazione IRPEF del 19%, entro il limite di 1.000 euro di spesa per ciascun alunno o studente.
Questo significa che, nel caso di 1.000 euro di spese ammesse alla detrazione, il beneficio fiscale può arrivare fino a 190 euro per figlio.
Tra le spese che possono rientrare nell’agevolazione ci sono, a determinate condizioni:
- iscrizione e frequenza scolastica;
- mensa;
- servizi di pre-scuola e post-scuola;
- trasporto scolastico;
- gite e viaggi di istruzione;
- alcuni corsi e attività organizzati dalla scuola.
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Non sono invece normalmente detraibili le spese per:
- libri di testo;
- zaini;
- quaderni;
- penne e cancelleria;
- materiale scolastico.
Per queste spese possono però essere disponibili bonus e contributi regionali o locali.
Detrazione spese scolastiche: come funziona
La detrazione IRPEF per le spese di istruzione riguarda gli alunni e gli studenti delle:
- scuole dell’infanzia;
- scuole primarie;
- scuole secondarie di primo grado;
- scuole secondarie di secondo grado.
Sono comprese le scuole statali e paritarie appartenenti al sistema nazionale di istruzione.
La detrazione è pari al 19% della spesa sostenuta, fino a un massimo di 1.000 euro per ciascun alunno o studente.
Un esempio
Se per un figlio vengono sostenuti 800 euro di spese scolastiche detraibili:
800 × 19% = 152 euro
Il beneficio fiscale potenziale è quindi di 152 euro.
Se invece la spesa ammissibile raggiunge 1.000 euro, la detrazione massima è di 190 euro.
Attenzione: il limite di 1.000 euro riguarda le spese detraibili complessivamente sostenute per ciascun alunno o studente.
Quali spese scolastiche si possono detrarre?
Iscrizione e frequenza
Sono detraibili le tasse di iscrizione e frequenza e i contributi scolastici che rientrano tra le spese agevolabili previste dalla normativa.
Mensa scolastica
Anche le spese per la mensa scolastica possono essere portate in detrazione.
È possibile usufruire dell’agevolazione anche quando il servizio è gestito dal Comune o da un soggetto diverso dall’istituto scolastico, nel rispetto delle condizioni previste.
Pre-scuola e post-scuola
Tra le spese agevolabili possono rientrare anche i servizi di pre-scuola e post-scuola, quando collegati alla frequenza scolastica.
Gite e viaggi di istruzione
Anche le spese sostenute per gite scolastiche, viaggi di istruzione e uscite didattiche possono essere detraibili.
Corsi e attività scolastiche
Possono rientrare nella detrazione anche alcuni corsi di lingua, musica, teatro, laboratori e altre attività organizzate dalla scuola, purché rispettino i requisiti previsti.
Trasporto scolastico
Sono inoltre detraibili, alle condizioni previste, le spese per il servizio di trasporto scolastico, compreso lo scuolabus.
Libri scolastici, zaini e cancelleria: si possono detrarre?
Questa è probabilmente la domanda più frequente quando si prepara il rientro a scuola.
La risposta è no, almeno per quanto riguarda la normale detrazione IRPEF delle spese scolastiche.
Libri di testo, zaini, astucci, quaderni, penne, matite e altro materiale di cancelleria non rientrano tra le spese scolastiche detraibili.
Ma attenzione: non detraibile non significa necessariamente non agevolabile.
Per libri e materiale didattico possono infatti essere previsti specifici bonus o contributi regionali e comunali, generalmente collegati all’ISEE.
Nuovo Bonus libri 2026/2027 nazionale: cosa sapere
La Legge di Bilancio 2026 ha previsto un nuovo fondo nazionale destinato a sostenere le famiglie nell’acquisto dei libri scolastici, anche digitali, per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado.
La misura è rivolta ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 30.000 euro che non beneficiano già di analoghe agevolazioni locali.
Il fondo previsto è di 20 milioni di euro all’anno.
Una precisazione importante
Il nuovo bonus non deve però essere confuso con una detrazione fiscale già automaticamente disponibile nel 730.
Per l’operatività della misura sono necessarie le disposizioni attuative che definiscono modalità e criteri di accesso.
Per questo è importante verificare gli aggiornamenti prima di presentare la domanda.
Scuole paritarie: previsto un contributo fino a 1.500 euro
Per il 2026 è previsto anche un contributo destinato alle famiglie con figli iscritti alle scuole paritarie di primo grado o al primo biennio della scuola secondaria di secondo grado.
L’importo può arrivare fino a 1.500 euro, in funzione dell’ISEE familiare.
| ISEE | Contributo massimo |
| Fino a 10.000 euro: | fino a 1.500 euro |
| 10.000–20.000 euro: | fino a 1.300 euro |
| 20.000–30.000 euro: | fino a 1.000 euro |
Le risorse disponibili sono pari a 20 milioni di euro.
Attenzione alle scadenze: per la misura relativa all’anno scolastico 2025/2026 la domanda deve essere presentata entro il 21 settembre 2026, secondo le modalità previste.
Libri scolastici: le agevolazioni regionali cambiano nel Nordest
Quando si parla di libri scolastici, nel Nordest non esiste un’unica regola.
Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia hanno infatti previsto strumenti differenti per aiutare le famiglie a sostenere le spese per il diritto allo studio: in alcuni casi si tratta di contributi economici, in altri di comodato d’uso o prestito gratuito dei libri.
Per questo, prima di acquistare tutti i testi di tasca propria, è sempre opportuno verificare quali agevolazioni sono previste nel proprio territorio e dalla scuola frequentata.
Veneto: arriva il Buono Libri 2026/2027
Per le famiglie residenti in Veneto è previsto anche per l’anno scolastico 2026/2027 il Buono Libri e contenuti didattici alternativi.
Il contributo è destinato agli studenti residenti in Veneto che frequentano la scuola secondaria di primo o secondo grado, statale o non statale, oppure determinati percorsi di formazione professionale o l’istruzione parentale.
Il requisito economico è un ISEE 2026 non superiore a 15.748,78 euro.
Sono previste due fasce:
- ISEE da 0 a 10.632,94 euro: contributo massimo di 200 euro;
- ISEE da 10.632,95 a 15.748,78 euro: contributo massimo di 150 euro.
L’importo effettivamente riconosciuto dipenderà comunque dalle risorse disponibili e dal numero delle domande.
Le date da ricordare:
La domanda deve essere presentata esclusivamente online, attraverso il portale regionale, dalle:
ore 9.00 del 14 settembre 2026
alle ore 14.00 del 9 ottobre 2026.
L’accesso avviene tramite SPID o CIE.
Il contributo riguarda libri di testo e contenuti didattici alternativi, anche in formato digitale, oltre agli ausili indispensabili alla didattica indicati dalla scuola.
Per le famiglie venete: settembre è il momento giusto per verificare l’ISEE e non perdere la scadenza del Buono Libri.
Trentino: attenzione al comodato dei libri
In Provincia autonoma di Trento il sostegno alle famiglie segue una logica diversa rispetto al Veneto.
Per gli studenti della scuola secondaria è previsto il comodato d’uso dei libri di testo: i libri vengono messi a disposizione degli studenti e possono essere utilizzati anche negli anni successivi.
Per le famiglie trentine, quindi, non bisogna cercare necessariamente un “Buono Libri” analogo a quello veneto.
È invece importante verificare con la propria istituzione scolastica le modalità di accesso al comodato e gli eventuali interventi economici previsti dalla Provincia per sostenere le spese scolastiche.
In pratica: prima di comprare i libri, meglio chiedere alla scuola se il testo è disponibile attraverso il comodato.
Alto Adige: i libri vengono forniti in prestito
Anche in Provincia autonoma di Bolzano il sistema è diverso.
La Provincia finanzia le scuole per l’acquisto dei libri di testo e questi vengono forniti in prestito agli studenti, secondo le modalità previste dal sistema scolastico provinciale.
Il sostegno, quindi, non assume la forma di un rimborso o di un “Buono Libri” richiesto direttamente dalla famiglia: il libro viene messo a disposizione attraverso la scuola.
Per le famiglie altoatesine è quindi importante informarsi presso la scuola frequentata sulle modalità di distribuzione e restituzione dei testi e sugli eventuali ulteriori interventi di sostegno al diritto allo studio.
Friuli Venezia Giulia: il comodato gratuito dei libri
In Friuli Venezia Giulia il sostegno alle famiglie passa principalmente attraverso il comodato gratuito dei libri di testo.
La Regione finanzia le istituzioni scolastiche che organizzano il servizio, consentendo agli studenti di utilizzare gratuitamente i libri messi a disposizione dalla scuola.
Per il sistema regionale sono previste specifiche quote massime di finanziamento per studente, differenziate in base al grado e alla classe frequentata.
Il punto importante per le famiglie è quindi questo:
il sostegno non consiste necessariamente in un rimborso della spesa sostenuta per acquistare i libri, ma nel fatto che i testi possono essere messi a disposizione gratuitamente attraverso il sistema del comodato.
Per sapere come aderire e quali libri siano disponibili, occorre fare riferimento alla propria istituzione scolastica.
🧭 Quattro territori, quattro modalità di sostegno
| Territorio | Come viene sostenuta la spesa per i libri |
| Veneto: | Buono Libri e contenuti didattici alternativi |
| Trentino: | Comodato d’uso e altre misure di sostegno al diritto allo studio |
| Alto Adige: | Libri di testo forniti in prestito attraverso il sistema scolastico |
| Friuli Venezia Giulia: | Comodato gratuito dei libri finanziato dalla Regione |
Una cosa importante da ricordare
Questi strumenti non devono essere confusi con la detrazione fiscale del 19%.
La detrazione fiscale e i contributi per il diritto allo studio sono infatti due cose diverse:
Detrazione fiscale
→ una parte delle spese ammesse viene recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi.
Bonus o contributo
→ la famiglia riceve un sostegno economico oppure usufruisce gratuitamente di un servizio, se possiede i requisiti previsti.
E c’è una regola pratica che vale in tutto il Nordest:
Prima di comprare i libri, verifica sempre se la tua scuola, il tuo Comune, la Regione o la Provincia autonoma prevedono un contributo, un prestito o il comodato d’uso.
Potrebbe essere il modo più semplice per alleggerire il conto del rientro a scuola.
Pagamenti: attenzione alla tracciabilità
Per usufruire della detrazione fiscale è importante prestare attenzione anche alle modalità di pagamento.
Le spese devono essere sostenute utilizzando strumenti di pagamento tracciabili, come:
- bonifico bancario o postale;
- carta di credito;
- carta di debito;
- PagoPA;
- altri strumenti di pagamento ammessi dalla normativa.
È quindi fondamentale conservare la documentazione che dimostra quanto è stato pagato, a chi e per quale servizio.
Il consiglio del Caaf
Non aspettare il momento del 730 per cercare le ricevute.
Conserva già da settembre:
- ricevute e quietanze;
- attestazioni della scuola;
- ricevute dei pagamenti elettronici;
- documentazione relativa a mensa, trasporto e altri servizi;
- eventuali certificazioni rilasciate dall’istituto.
Una piccola cartella digitale o una busta dedicata alle spese scolastiche può evitare parecchi mal di testa l’anno prossimo.
Quando si possono inserire le spese nel 730?
Qui è importante non fare confusione tra anno scolastico e anno fiscale.
La dichiarazione dei redditi presentata nel 2026 riguarda i redditi e le spese sostenute nel 2025.
Le spese che state sostenendo in questi giorni per l’anno scolastico 2026/2027 saranno invece rilevanti, in linea generale, per la dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2026, quindi nel 2027.
Conservare oggi la documentazione significa quindi prepararsi correttamente alla prossima dichiarazione.
Spese scolastiche: la checklist da salvare
✅ DETRAIBILI, se rispettano i requisiti
- Iscrizione e frequenza
- Mensa scolastica
- Pre-scuola e post-scuola
- Trasporto scolastico
- Gite e viaggi di istruzione
- Alcune attività e corsi organizzati dalla scuola
❌ NON DETRAIBILI con la normale detrazione scolastica
- Libri di testo
- Zaini
- Astucci
- Quaderni
- Penne e matite
- Cancelleria
- Materiale scolastico generico
🎓 DA VERIFICARE COME BONUS O CONTRIBUTO
- Nuovo bonus nazionale per i libri
- Buono libri regionali
- Contributi comunali
- Contributo per la frequenza delle scuole paritarie
In conclusione: il rientro a scuola costa, ma qualche aiuto c’è
Il conto del rientro a scuola può essere importante per una famiglia, ma conoscere in anticipo detrazioni, bonus e contributi permette di non perdere opportunità.
La distinzione fondamentale è questa:
Detrazione fiscale: recuperi una parte della spesa attraverso la dichiarazione dei redditi.
Bonus o contributo: puoi ricevere un sostegno economico se possiedi i requisiti previsti dalla specifica misura.
E c’è un ultimo consiglio, forse il più semplice di tutti:
Conserva le ricevute. Tutte.
A settembre potrebbero sembrare semplici pezzi di carta. Al momento del 730 potrebbero valere molto di più.
Hai dubbi sulle spese scolastiche?
Il Caaf CGIL è al fianco delle famiglie per orientarsi tra detrazioni, ISEE, bonus e dichiarazione dei redditi.
Prima di buttare una ricevuta o rinunciare a un’agevolazione, verifica se quella spesa può essere recuperata o se esiste un contributo a cui puoi accedere.
👉 Rivolgiti al Caaf CGIL Nordest per verificare la tua situazione e arrivare alla prossima dichiarazione dei redditi con tutta la documentazione necessaria.


